Food tour a Napoli per vegetariani e intolleranti
Vegetariani
Nessun dramma. Il repertorio dello street food napoletano è largamente senza carne: la margherita a portafoglio, la frittatina di pasta, la mozzarella comprata in salumeria, i taralli, i dolci. Quello che salti è poco. Il tour privato dichiara alternative vegetariane fra le sue dieci degustazioni, quindi se vuoi la certezza scritta è quello.
Vegani, celiaci, allergie
Qui vado dritta. La mozzarella, la ricotta della pizza fritta, la provola nella frittatina e il gelato rendono un percorso vegano molto povero. Il senza glutine, su un giro di pizza e fritti, è quasi impossibile da fare bene. Per le allergie serie vale la stessa regola: dichiarale prima di prenotare, non il giorno stesso, e se la risposta è vaga scegli un altro formato. Cosa si assaggia esattamente, piatto per piatto, sta in cosa mangiare a Napoli.
Scrivi la restrizione al momento della prenotazione e ripetila alla guida al ritrovo. Le guide comprano ai banchi lungo il percorso e possono cambiare tappa, ma solo se lo sanno in tempo.
Domande frequenti
Ci sono opzioni vegetariane nei food tour di Napoli?
Sì, e sono la maggioranza degli assaggi. Il tour privato dichiara alternative vegetariane in modo esplicito ed è quello che si adatta meglio a una richiesta specifica.
Esiste un tour gastronomico senza glutine a Napoli?
Non in modo affidabile. Pizza, pizza fritta e frittatina sono la spina dorsale del percorso e non si sostituiscono. Un’alternativa più gestibile è un corso di pizza, dove almeno sai esattamente cosa entra nell’impasto, ma la farina resta.
Quando devo dichiarare un’intolleranza?
Al momento della prenotazione, nel campo delle note, e di nuovo alla guida quando ti presenti al ritrovo. Sul posto, con il gruppo già partito, c’è poco margine.