Itinerario gastronomico del centro storico di Napoli

1. Piazza Bellini
Si comincia qui, accanto alle mura greche del quarto secolo avanti Cristo che stanno a livello strada, in mezzo alla piazza. È il punto di ritrovo di due tour su quattro e ha il vantaggio di essere all’ombra e riconoscibile. Da qui in poi non si prende più nessun mezzo.
2. Via dei Tribunali
Il decumano maggiore dell’impianto greco-romano, e la concentrazione più alta di friggitorie e pizzerie storiche del centro. Qui arriva la pizza a portafoglio, la margherita piegata in quattro che si mangia camminando. È anche il tratto più denso e rumoroso di tutto il percorso.
3. Piazza San Gaetano
Snodo: da qui si apre San Gregorio Armeno. È il punto in cui la maggior parte dei gruppi si ferma per il fritto vero, frittatina di pasta e pizza fritta, prima di entrare nella folla.
4. San Gregorio Armeno
La via dei presepi, aperta e piena tutto l’anno, non solo a dicembre. Si attraversa, non ci si mangia: è troppo stretta e troppo affollata. A dicembre è quasi impraticabile, e chi viene sotto Natale se lo deve mettere in conto.
5. Piazza Nilo
Prima sosta dolce. Babà o sfogliatella, presi al banco. È anche il punto in cui il ritmo cala e le gambe se ne accorgono.
6. Spaccanapoli
Il decumano inferiore, la linea dritta che dall’alto taglia in due il centro storico. Si cammina, si guarda, e se hai ancora spazio si prende della mozzarella fresca in salumeria: è una delle poche cose che a Napoli si comprano al negozio giusto e non al banco più vicino.
7. Piazza San Domenico Maggiore
Seconda sosta dolce, e sull’altra ala del percorso ci sono Santa Chiara e il Conservatorio di San Pietro a Majella, uno dei conservatori più antichi d’Europa. Il tour a piedi con guida locale ci passa.
8. Piazza del Gesù Nuovo
Si chiude qui, di solito con il gelato. Da Piazza del Gesù sei a due passi da tutto e a quel punto non hai più fame per la cena, quindi non prenotare niente.
La variante del tour privato
Chi prende il privato fa un giro diverso: si parte dalla statua di Dante in Piazza Dante, si passa da Piazza del Gesù, si entra nel mercato della Pignasecca, che è il mercato storico dei Quartieri e l’unico posto di questo elenco dove i napoletani fanno la spesa davvero, e si arriva fino all’Università Federico II sul Corso Umberto, fondata nel 1224. Dieci degustazioni, limoncello e pizza a portafoglio comprese.
Fai questo giro di mattina, non alle tre del pomeriggio. Le friggitorie hanno appena fritto, la folla di San Gregorio Armeno è ancora gestibile e il caldo dei vicoli non ti ha ancora tolto la fame.
Farlo con qualcuno che sa dove fermarsi
L’itinerario qui sopra te lo puoi fare da solo e non ti costa niente. Quello che non ti dà è a quale banco fermarti in ogni piazza, e quello lo sa solo chi ci lavora. La versione guidata di questo percorso, con spritz e limoncello, è nella pagina street food tour. Cos’è ogni piatto sta invece in cosa mangiare a Napoli, e per arrivare al punto di partenza c’è come arrivare.
Domande frequenti
Quanto dura questo itinerario a piedi?
Due ore e mezza se lo fai con le soste per mangiare, meno se cammini e basta. Le distanze sono brevissime: quello che allunga i tempi sono i banchi e la folla, non i metri.
In che ordine conviene mangiare?
Salato prima, dolce dopo, gelato alla fine, e il fritto pesante a metà percorso e non all’inizio. È l’ordine che seguono le guide e serve a non arrivare pieni al terzo assaggio: il dettaglio sta in cosa aspettarsi.
Si può fare questo giro la sera?
Sì, e d’estate è meglio: nei vicoli il caldo di luglio è pesante e la sera il centro si anima. Le friggitorie storiche però hanno orari loro, quindi controlla quando andare.
È un giro sicuro da fare da soli?
Sì, con le accortezze di qualsiasi città grande: borsa davanti, attenzione ai motorini nei vicoli stretti. Ne parlo per esteso in il centro storico è sicuro.