Cosa aspettarsi da un food tour a Napoli

Cosa funziona
- Gli assaggi arrivano in un ordine studiato, salato prima, dolce alla fine
- Le porzioni sono generose e in più di una recensione si legge che era impossibile finire tutto
- La guida gestisce lei le file, i banchi e il dialetto: tu devi solo camminare
- Si passa dentro botteghe e salumerie in cui da solo non entreresti
Cosa sapere prima
- Non ci si siede quasi mai: è un pasto in piedi, con un tovagliolo in mano
- I tour a piedi si tengono in inglese
- Il centro storico è rumoroso, stretto e pieno di motorini, e resta tale anche in gruppo
- Se arrivi in ritardo il gruppo è già partito e non lo raggiungi
Il ritrovo
Due tour si trovano a Piazza Bellini, accanto alle mura greche che stanno a livello strada in mezzo alla piazza, e la guida tiene un cartello con scritto Street Food Tour. Gli altri due partono da Piazza Dante, davanti al monumento a Dante Alighieri. Non sono posti in cui ci si perde, ma sono affollati: come arrivarci con la metro e da dove, te lo spiego in come arrivare.
Il ritmo
Si parte, si cammina qualche minuto, ci si ferma a un banco, si mangia in piedi, si riparte. Sul tour in piccolo gruppo fra una tappa e l’altra passano dieci o quindici minuti di cammino, sugli altri anche meno perché le friggitorie di Via dei Tribunali sono una accanto all’altra. Nessuno corre. Le pause si mangiano, non si siedono.
Quanto si mangia
Molto. Il tour più completo mette in fila pizza a portafoglio, pizza fritta, frittatina di pasta, arancini, taralli, mozzarella fresca, babà, sfogliatella e un gelato finale, con spritz e limoncello per accompagnare. Robert, dagli Stati Uniti, sul privato scrive che quantità e varietà erano incredibili e che era impossibile finire tutto. Non prenotare un tavolo per la sera: quello che assaggi qui è la cena. Cos’è ogni singola cosa te lo spiego in cosa mangiare a Napoli.
Quanto si cammina
Poco, in termini di distanza. Il centro storico è compatto e il percorso di un tour dello street food sta tutto fra Piazza Bellini, Via dei Tribunali, San Gregorio Armeno, Spaccanapoli e Piazza del Gesù Nuovo. Quello che stanca non è la distanza, è il pavé irregolare e il fatto di stare in piedi due ore e mezza di fila. Le scarpe fanno la differenza fra un bel pomeriggio e un pomeriggio storto: ne parlo in cosa indossare.
Cosa sorprende
Tre cose, sempre le stesse. La prima è che si mangia troppo. La seconda è che il tour non è solo cibo: si passa davanti a Santa Chiara, al Conservatorio di San Pietro a Majella, dentro la via dei presepi, e le guide raccontano. Indra, dalla Lettonia, scrive proprio questo, che con Mario non si parlava solo di piatti tradizionali. La terza è che il centro storico, in gruppo, diventa improvvisamente leggibile: quello che da solo sembra caos, con qualcuno accanto diventa una strada con delle regole.
Fai colazione leggera e salta il pranzo. Il tour parte e non ti dà tregua, e chi arriva già pieno si perde metà degli assaggi.
Vedi le date disponibili
Il tour a piedi con guida locale da Piazza Bellini: due ore e mezza, degustazioni, spritz e limoncello compresi.
Domande frequenti
Quante degustazioni ci sono in un food tour a Napoli?
Sui tour a piedi si va da quattro tappe abbondanti a una decina di assaggi diversi; il tour privato ne dichiara dieci con le bevande. In pratica è un pasto completo diviso in pezzi.
Si sta seduti durante il tour?
Quasi mai. Lo street food napoletano si mangia in piedi al banco o camminando, e il tour segue quella logica. Se vuoi stare seduto, il prodotto giusto è un corso di pizza, che si fa dentro una cucina.
Cosa succede se piove?
I tour partono lo stesso. A Napoli piove forte e per poco, e i vicoli del centro sono stretti abbastanza da ripararti. Porta una giacca leggera e guarda quando andare per capire i mesi.
Ho un’intolleranza, riesco a partecipare?
Dipende da quale. Il fritto e i latticini sono ovunque, quindi va dichiarato al momento della prenotazione: le opzioni realistiche le trovi in vegetariani e intolleranze.