Cosa mangiare a Napoli

La pizza a portafoglio
Una margherita piccola, piegata in quattro, avvolta nella carta e consegnata bollente. Si mangia in piedi mentre cammini, e va mangiata subito: fredda non è la stessa cosa. È il piatto con cui aprono quasi tutti i tour a piedi, e c’è un motivo. Se il primo morso è quello giusto, il resto del percorso va da sé.
La pizza fritta
Impasto fritto e ripieno, in genere ricotta, cicoli e pomodoro. Pesa più di quanto sembri e chi la ordina a metà pomeriggio poi salta la cena. In un tour arriva a metà percorso, che è esattamente il posto in cui deve stare.
La frittatina di pasta
Bucatini, besciamella, piselli e provola, tutto impanato e fritto. È il fritto più napoletano che ci sia e quello che convince anche chi dice di non amare il fritto. Costa poco, si mangia in tre morsi, e in Via dei Tribunali si trova in ogni friggitoria.
Taralli, palle di riso e mozzarella
I taralli ’nzogna e pepe, quelli con le mandorle sopra, sono la cosa che i napoletani mangiano davvero fuori pasto. Gli arancini, o palle di riso, li trovi accanto. La mozzarella fresca si compra in salumeria, non in pizzeria: se un tour ti porta dentro una salumeria a comprarla, è un buon segno.
Babà, sfogliatella, gelato
La sfogliatella si divide in riccia e frolla, e su questa i napoletani litigano da sempre. La riccia è a sfoglie, croccante, difficile da mangiare con dignità. La frolla è più morbida e più gentile. Il babà è imbevuto di rum e va preso al banco, non portato in valigia. Il gelato chiude il giro, sempre in fondo, mai all’inizio.
Il ragù, che non è quello che pensi
Il ragù napoletano non è il ragù bolognese. Sono pezzi di carne cotti ore nel pomodoro, si fa la domenica e non lo trovi a mezzogiorno di martedì in un vicolo. In un tour lo incontri solo se il percorso passa da una cucina che lo fa, e in quel caso vale l’attesa.
Il caffè
Al banco, in piedi, in due sorsi, e si paga dopo. Sedersi a un tavolino per un espresso è la cosa più turistica che puoi fare a Napoli. Non è vietato, è solo che nessuno di noi lo fa.
Se ne devi nominare quattro
Pizza a portafoglio, frittatina di pasta, sfogliatella, ragù. In quest’ordine, e i primi tre li fai in una mattina sola. Come si incastrano lungo le strade del centro te lo racconto nell’itinerario gastronomico, tappa per tappa.
Non ordinare tutto insieme. Il fritto napoletano riempie in fretta e l’errore classico è arrivare al dolce già pieni. Su un tour l’ordine ce lo mette la guida, da solo ce lo devi mettere tu.
Dove si assaggia tutto in una volta
La versione compressa di questa lista è un tour dello street food di due ore e mezza: pizza a portafoglio, pizza fritta, frittatina, arancini, taralli, mozzarella, babà, sfogliatella e gelato, nell’ordine giusto. Se invece la pizza la vuoi fare tu, si passa ai corsi di pizza.
Domande frequenti
Cosa bisogna assolutamente mangiare a Napoli?
La pizza, in una delle due forme: margherita al piatto o a portafoglio piegata in quattro. Poi la frittatina di pasta e la sfogliatella. Sono tre cose che si mangiano in piedi e in poco tempo, quindi entrano anche in una giornata piena.
Quali sono quattro piatti tipici napoletani?
Pizza a portafoglio, pizza fritta, frittatina di pasta e ragù napoletano. Se il quarto lo vuoi dolce, metti la sfogliatella riccia al posto del ragù. Un percorso che li tocca quasi tutti è nell’itinerario gastronomico.
Qual è il piatto per eccellenza di Napoli?
La pizza margherita. Non è una risposta originale ed è comunque quella giusta: pomodoro, mozzarella, basilico, cottura veloce. Tutto il resto della cucina napoletana ruota attorno a quella semplicità.
Si mangia abbastanza durante un food tour?
Sì, e quasi sempre più del previsto. Le porzioni sono generose e gli assaggi sono tanti: quanto si mangia davvero lo racconto in cosa aspettarsi. Chi ha restrizioni alimentari trova le sue risposte in vegetariani e intolleranze.